Ti potrebbe interessare anche: “I nostri valori, la nostra visione – Antonio Vorro”
ti potrebbe interessare
ti potrebbe interessare
Nel cuore del centro storico di Fermo, il Consorzio Conpat è impegnato in un intervento di straordinaria complessità e valore simbolico: il restauro, il risanamento conservativo e la rifunzionalizzazione del complesso ex conventuale di Fontevecchia, un insieme architettonico che attraversa oltre duemila anni di storia, dalla Roma imperiale al Novecento.
L’intervento, finanziato nell’ambito del PNRR – Missione 5 “Inclusione e coesione” – si inserisce tra i progetti strategici di rigenerazione urbana volti a ridurre situazioni di degrado e marginalità sociale. L’obiettivo è restituire alla comunità un patrimonio di eccezionale valore storico, culturale e urbanistico, rendendolo al contempo accessibile, sicuro e funzionale.
ti potrebbe interessare
ti potrebbe interessare
Un bene stratificato nel tempo
ti potrebbe interessare
Sotto il complesso si estendono le Grandi Cisterne Romane – tra le più grandi del mondo antico – realizzate nel I secolo a.C. per raccogliere e distribuire l’acqua piovana in città. Sopra di esse, nel XIII secolo, sorse il convento domenicano annesso alla chiesa di San Domenico, che divenne nei secoli luogo di studio, giustizia religiosa e poi sede del primo fondo bibliotecario cittadino.
Nel tempo, il complesso ha ospitato collegi, scuole, archivi e persino – tra Ottocento e Novecento – una caserma e un ospedale. Dopo anni di abbandono e inagibilità causata dal sisma del 1997, nel 2003 è stato acquistato dal Comune di Fermo. Da allora, è iniziato un lungo e articolato processo di recupero.
ti potrebbe interessare
Il ruolo di Conpat
ti potrebbe interessare
Conpat coordina oggi l’appalto integrato che comprende progettazione esecutiva e lavori, con l’obiettivo di completare un cantiere già avviato in più stralci. L’intervento abbraccia il consolidamento strutturale e sismico, la tutela degli affreschi, l’adeguamento impiantistico e l’eliminazione delle barriere architettoniche, sempre in dialogo costante con la Soprintendenza.
Il progetto restituirà alla città un polo multifunzionale: un museo archeologico connesso direttamente alle Cisterne, spazi per eventi culturali, botteghe di artigianato, una caffetteria, uffici e appartamenti. Un intervento che non si limita al recupero edilizio, ma attiva nuova vita urbana e valorizza le energie produttive e creative del territorio.
ti potrebbe interessare
Sostenibilità, accessibilità, identità
ti potrebbe interessare
La sostenibilità dell’opera è stata garantita nel rispetto dei criteri ambientali minimi (CAM) e del principio DNSH, con soluzioni impiantistiche efficienti, materiali a basso impatto e attenzione al ciclo di vita degli elementi costruttivi. Particolare cura è stata dedicata all’accessibilità, per aprire davvero il complesso a tutta la cittadinanza.
ti potrebbe interessare
Un esempio di rigenerazione urbana responsabile
ti potrebbe interessare
Fontevecchia è oggi simbolo di come il lavoro coordinato tra enti pubblici, progettisti, imprese e consorzi possa generare valore condiviso. Per Conpat, questo cantiere rappresenta una concreta espressione della propria missione: contribuire allo sviluppo dei territori attraverso opere pubbliche di qualità, legalità, innovazione e sostenibilità.
ti potrebbe interessare
Se desideri scoprire di più sui progetti di restauro e valorizzazione seguiti da Conpat, contattaci oggi stesso e scopri come possiamo contribuire alla tutela e alla promozione del patrimonio storico e culturale.
ti potrebbe interessare
Leggi anche: “Cosa sono il BDAP e il MOP?”